{"id":105,"date":"2017-05-31T21:46:10","date_gmt":"2017-05-31T19:46:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/?p=105"},"modified":"2017-06-14T00:56:49","modified_gmt":"2017-06-13T22:56:49","slug":"seneca-naturales-quaestiones","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/seneca-naturales-quaestiones\/","title":{"rendered":"Seneca: Naturales Quaestiones"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Quando si accinge a scrivere le Naturales quaestiones, Lucio Anneo Seneca, \u00e8 ormai vecchio e vicino alla morte. Non stupisce quindi che quest\u2019opera sia un componimento di forte intensit\u00e0 e profonda riflessione. Davanti alle bellezze naturali e ai profondi misteri della Natura egli prova un\u2019estatica e commossa ammirazione e non perde occasione, da filosofo stoico, di riconoscere, in ogni cosa che colpisce l\u2019animo e la mente dell\u2019uomo, la grandezza di Dio. <span style=\"color: #000099;\"><u>La necessit\u00e0 di comprendere i fenomeni naturali \u00e8 quindi, per Seneca, un mezzo per giungere alla salvezza e alla perfezione che avvicina l\u2019uomo all\u2019onnipotente<\/u><\/span>. Alcuni suoi atteggiamenti verso lo studio delle scienze naturali sono ispirati da una curiosit\u00e0 ed un interesse che possono definirsi, sotto certi aspetti, scientifici, pur non essendo certo la scientificit\u00e0 di Seneca intesa in termini moderni. Da giovane aveva gi\u00e0 scritto un volume sui terremoti e d\u2019altre opere ci sono giunti solo i titoli, ma dal momento che la precedente produzione scientifica senecana \u00e8 andata perduta, le Naturales quaestiones, oltre che naturalmente qualche altro accenno contenuto nelle Lettere a Lucilio, si offrono come unico e prezioso strumento per la ricostruzione della concezione della scienza maturata e praticata da Seneca. <u><span style=\"color: #000099;\">La filosofia e la scienza, per Seneca coincidono, poich\u00e9 entrambe hanno, come loro compito principale, quello di guidare l\u2019uomo verso il suo perfezionamento morale<\/span><\/u><span style=\"color: #000099;\">.<\/span> Nelle Naturales quaestiones \u00e8 presente anche un certo sperimentalismo, ma si tratta per\u00f2 di un approccio deduttivo, non induttivo. Esso, infatti, non ha lo scopo di individuare nuove leggi di natura, ma piuttosto quello di confermare osservazioni gi\u00e0 fatte, verificare ipotesi gi\u00e0 ampiamente formulate da altri. La sua scientificit\u00e0 si pu\u00f2 riconoscere infine nel ricorso ad un\u2019attenta osservazione dei fenomeni che si vogliono studiare e ad una profonda riflessione critica, consapevole che l\u2019errore \u00e8 sempre possibile e quindi \u00e8 continuamente necessario rivedere le conclusioni a cui si \u00e8 giunti. Ci\u00f2 lo porta a criticare delle teorie presentate da altri, anche da coloro che sono considerati autorevoli maestri. Ad esempio critica Aristotele e i suoi seguaci che si ostinano a considerare le comete come masse di gas che si accendono e si spengono all\u2019improvviso, all\u2019interno dell\u2019atmosfera terrestre, mentre lui le annovera &lt;&lt; tra le opere eterne della natura&gt;&gt;, e alle possibili critiche risponde: &lt;&lt; verr\u00e0 un giorno in cui il passare del tempo e l\u2019esplorazione assidua di lunghi secoli porter\u00e0 alla luce ci\u00f2 che ora ci sfugge&gt;&gt; (libro VII). Cos\u00ec \u00e8 stato. Vediamo come Seneca ha quindi fiducia nel progresso della conoscenza. Se il progresso scientifico appare muoversi con lentezza, la causa \u00e8 da individuarsi dalla mediocrit\u00e0 dei propri contemporanei. Si tratta di una posizione del tutto isolata all\u2019interno di un panorama culturale che considera ormai inutile la ricerca scientifica, se non nei termini di catalogazione di quanto gi\u00e0 si sa, e ritiene che ogni possibile scoperta sia stata effettuata. La fisica rappresentata da Seneca \u00e8 la fisica stoica che, a differenza di quella democritea, prevede un solo principio unificante che governa la totalit\u00e0 dell\u2019esistente, il \u201clogos\u201d, o \u201cneuma\u201d o \u201cfuoco\u201d. Tale principio, immanente alla realt\u00e0, d\u00e0 forma alla materia e contiene i \u201csemi\u201d generatori di tutte le cose, grazie ai quali la materia si differenzia e si qualifica nella variet\u00e0 delle forme che noi percepiamo. Questa visione deterministica e finalistica postula la divisibilit\u00e0 della materia all\u2019infinito, ed esclude l\u2019esistenza d\u2019invisibili (gli atomi), ponendosi quindi in netta opposizione con il pi\u00f9 scientifico meccanicismo democriteo (presente anche nella filosofia epicurea, esposta nel De rerum natura). Gli argomenti delle <span style=\"color: #000099;\"><em>Naturales questiones<\/em><\/span> sono prevalentemente di geografia fisica e astronomica. L\u2019opera si compone di sette libri, anche se le moderne edizioni dividono in due sezioni il quarto libro (IV a e IV b):<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"33%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"6\" align=\"center\" bgcolor=\"#CCFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><span style=\"color: #000066;\">I.<\/span><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #990000;\">Meteore e specchi<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"color: #000066;\">II.<\/span><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #990000;\">Fulmini e tuoni<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"23\"><span style=\"color: #000066;\">III.<\/span><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #990000;\">Acque terrestri<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"color: #000066;\">IV.<\/span><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #990000;\">A. Nilo<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"color: #000066;\">IV.<\/span><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #990000;\">B. Nubi, grandine e neve<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"color: #000066;\">V<\/span><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #990000;\">Venti<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"color: #000066;\">VI.<\/span><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #990000;\">Terremoti<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"color: #000066;\">VII.<\/span><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #990000;\">Comete<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il richiamo alla morale \u00e8 costantemente presente in ogni argomento trattato. Per esempio, lo specchio non deve essere strumento di vanit\u00e0, ma al contrario esso deve essere utilizzato per conoscere pi\u00f9 approfonditamente gli oggetti che ci circondano, e noi stessi: &lt;&lt; gli specchi furono inventati perch\u00e9 l\u2019uomo si conoscesse, perch\u00e9 da quest\u2019invenzione ricavasse molti benefici, prima la cognizione di s\u00e9, poi consigli per alcune riflessioni: Il bello per evitare la cattiva reputazione, il brutto perch\u00e9 sapesse che tutto ci\u00f2 che manca al corpo si pu\u00f2 riscattare con le virt\u00f9\u2026per questi scopi la natura ci ha concesso la facolt\u00e0 di vederci riflessi.&gt;&gt; <u><span style=\"color: #000099;\">Questa attenzione all\u2019aspetto etico ha una sua attuale validit\u00e0, se si pensa ai gravi interrogativi che le moderne scoperte della scienza pongono alle moderne coscienze<\/span><\/u><span style=\"color: #000099;\">.<\/span> La conoscenza disinteressata della natura, esaltata da Seneca, pu\u00f2 dare all\u2019uomo la capacit\u00e0 di elevarsi dal suo stato primitivo, dargli la consapevolezza d\u2019essere parte privilegiata dell\u2019universo (marcato antropocentrismo). Egli potr\u00e0 conquistare questa meta, se sapr\u00e0 sfruttare appieno gli strumenti che ha ricevuto in dono, per indagare, con animo sgombro da paure, le meraviglie che lo circondano.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si accinge a scrivere le Naturales quaestiones, Lucio Anneo Seneca, \u00e8 ormai vecchio e vicino alla morte. Non stupisce quindi che quest\u2019opera sia un componimento di forte intensit\u00e0 e profonda riflessione. 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