{"id":112,"date":"2017-05-31T21:56:29","date_gmt":"2017-05-31T19:56:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/?p=112"},"modified":"2017-06-14T00:56:49","modified_gmt":"2017-06-13T22:56:49","slug":"la-magnitudo-di-un-terremoto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/la-magnitudo-di-un-terremoto\/","title":{"rendered":"La magnitudo di un terremoto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La magnitudo, termine latino che significa grandezza,\u00a0 \u00e8 una misura dell\u2019energia rilasciata durante un terremoto nella porzione di crosta dove questo si genera. Ideatori di questa misura strumentale furono i sismologi Charles Richter e Beno Gutemberg che nel 1935 utilizzarono l\u2019ampiezza delle onde registrate su un particolare sismografo standard denominato \u201cWood Anderson\u201d dai nomi dei suoi ideatori. Come sempre, quando si costituisce un metodo di misura, occorre decidere quale \u00e8 lo zero e il criterio di passaggio tra le diverse unit\u00e0. Richter defin\u00ec il valore di magnitudo 0 per quel dato terremoto che sul sismografo standard, posto a 100 km di distanza dall\u2019epicentro, produceva un sismogramma con un&#8217;ampiezza massima di 0,001 mm. Stabil\u00ec, inoltre, che ogni volta che l\u2019ampiezza massima registrata fosse cresciuta 10 volte rispetto al valore precedente, il valore di magnitudo salisse di una unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-117\" src=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/120gif20anomata20marti1-300x249.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"249\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scala creata doveva poter descrivere con un numero ristretto di valori sia sismi appena avvertibili che terremoti immani: per questo, essa \u00e8 logaritmica ed \u00e8 tale che ad ogni aumento di unit\u00e0 nella magnitudo corrisponde un aumento di 10 volte nell\u2019ampiezza misurata (e un rilascio di energia circa 30 volte maggiore). Inoltre, non ha divisioni in gradi, n\u00e9 limiti inferiori, se non strumentali,\u00a0 n\u00e9 superiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La magnitudo \u00e8 espressa in numeri interi e frazioni decimali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i terremoti a 100 km di distanza, la formula \u00e8, dunque, banale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">M<sub>L<\/sub>= log A,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">dove M<sub>L<\/sub> \u00e8 appunto la magnitudo Richter, o magnitudo locale, ed A \u00e8 l\u2019altezza massima della sinusoide da 0 fino al picco in mm. Poich\u00e9 l\u2019ampiezza massima registrata sul sismogramma di un forte sisma pu\u00f2 essere anche milioni di volte maggiore di quella relativa ad un terremoto debole, al fine di evitare numeri di magnitudo troppo grandi, Richter ritenne opportuno ricorrere al logaritmo in base 10 del rapporto fra l\u2019ampiezza massima A del terremoto, misurata in micrometri, e l\u2019ampiezza A<sub>0<\/sub> che verrebbe prodotta dal terremoto standard alla stessa distanza epicentrale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0M = log A\/A<sub>0<\/sub><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tabella sottostante mette in relazione i gradi della scala Richter con la quantit\u00e0 di tritolo necessaria a provocare un equivalente terremoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-116\" src=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/image01331-300x275.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"275\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riportiamo su un grafico i valori evidenziati nella suddetta tabella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-115\" src=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/image0021-300x182.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"182\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grafico mette in evidenza che non si possono rappresentare sulla stessa scala valori tanto diversi, in quanto non \u00e8 possibile differenziarli, per cui risultano tutti sullo stesso asse. Per\u00f2, la tabella proposta qui di seguito\u00a0 mette in evidenza l&#8217;importanza di poter fare una differenziazione a causa dei diversi danni relativi al diverso grado di intensit\u00e0 di un terremoto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-114\" src=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/image01601-184x300.gif\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, al fine di evidenziare una differenziazione, \u00e8 opportuno considerare l&#8217;ordine di grandezza dei valori della colonna relativa alla quantit\u00e0 di tritolo. Il concetto di ordine di grandezza, infatti, facilita la descrizione sia dei valori molto grandi sia di quelli molto piccoli e, di conseguenza, semplifica la loro rappresentazione grafica. Un&#8217;estensione del concetto di ordine di grandezza \u00e8 il logaritmo decimale, per cui \u00e8 opportuno tradurre i valori della quantit\u00e0 di tritolo nei corrispondenti logaritmi decimali. In tal modo, nella rappresentazione grafica, la scala che viene utilizzata \u00e8 detta scala logaritmica poich\u00e8 i valori sono rappresentati a distanze che sono proporzionali non a loro stessi, ma ai loro logaritmi decimali, come il grafico sottostante evidenzia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-113\" src=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/image0041-300x182.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"182\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, poich\u00e9 i terremoti non hanno distanza fissa di 100 km dall\u2019epicentro e sono registrati da sismografi sparsi in varie aree, il concetto di magnitudo venne esteso per calcolarla\u00a0 anche per altri possibili valori di distanza dall\u2019epicentro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La magnitudo di terremoti che avvengono a distanze epicentrali diverse da 100 km pu\u00f2 essere calcolata solo se si conosce la legge di attenuazione dell\u2019ampiezza delle onde sismiche con la distanza epicentrale. Richter determin\u00f2 la suddetta legge empiricamente, dallo studio di numerosi terremoti superficiali avvenuti nella California meridionale con distanze epicentrali comprese tra 20 e 600 km. Ricav\u00f2 cos\u00ec una serie di dati che vennero raccolti in una grossa tabella, ma che sono riassumibili in due semplici equazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0M<sub>L<\/sub>= log A + 1,6 log D \u2013 0,15 per gli eventi distanti meno di 200 km<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0M<sub>L<\/sub> = log A + 3,0 log D \u2013 3,38 per gli eventi compresi tra 200 km e 600 km.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In entrambe le formule, le cui costanti numeriche sono valide pi\u00f9 che altro in quella regione degli Stati Uniti, A \u00e8 l\u2019ampiezza massima della traccia sismografica misurata in mm e il\u00a0 parametro D\u00a0 \u00e8 la distanza epicentrale in km.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La magnitudo, termine latino che significa grandezza,\u00a0 \u00e8 una misura dell\u2019energia rilasciata durante un terremoto nella porzione di crosta dove questo si genera. 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