{"id":70,"date":"2017-02-27T16:55:35","date_gmt":"2017-02-27T15:55:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/?p=70"},"modified":"2017-06-14T00:56:49","modified_gmt":"2017-06-13T22:56:49","slug":"georg-wilhelm-friedrich-hegel","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/georg-wilhelm-friedrich-hegel\/","title":{"rendered":"Georg Wilhelm Friedrich Hegel"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Fenomenologia dello spirito<\/strong> era stata concepita da Hegel come un\u2019introduzione al suo sistema filosofico, poi essa crebbe nel corso della stesura e assunse una dimensione del tutto autonoma, ma va tenuto presente che Hegel l\u2019aveva concepita come introduzione al sistema. Prima di parlarne \u00e8 necessario riprendere brevemente le tappe del discorso che portano a quel culmine dell\u2019idealismo che \u00e8 il pensiero di Hegel. Proprio nella Prefazione alla Fenomenologia dello spirito, Hegel afferma in maniera lapidaria, categorica: \u00abIl <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-71 alignright\" src=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/hegel-georg-wilhelm-friedrich-2781770-14111831-german-philosopher-AG3GR11-259x300.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/hegel-georg-wilhelm-friedrich-2781770-14111831-german-philosopher-AG3GR11-259x300.jpg 259w, http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/hegel-georg-wilhelm-friedrich-2781770-14111831-german-philosopher-AG3GR11-768x891.jpg 768w, http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/hegel-georg-wilhelm-friedrich-2781770-14111831-german-philosopher-AG3GR11-883x1024.jpg 883w, http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/hegel-georg-wilhelm-friedrich-2781770-14111831-german-philosopher-AG3GR11.jpg 1198w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/> vero \u00e8 l\u2019intero\u00bb. Se applichiamo questa affermazione alla verit\u00e0 filosofica, Hegel vuol dire anche che il suo sistema filosofico costituisce un passo successivo, un completamento rispetto ai precedenti: la verit\u00e0 della filosofia non emerge semplicemente dal sistema hegeliano, ma da tutto l\u2019insieme della storia della filosofia; secondo Hegel, il suo stesso pensiero \u00e8 vero soltanto nell\u2019interezza, nella completezza dello sviluppo del pensiero occidentale e in particolare dell\u2019idealismo. Per seguire il suggerimento implicito di Hegel dobbiamo riprendere il discorso sull\u2019interezza dell\u2019idealismo tedesco. L\u2019idealismo aveva superato il criticismo kantiano, che era debole dal punto di vista teoretico per il fatto di essere un sistema dualista, in quanto scindeva il fenomeno dal noumeno, e soprattutto, per la mentalit\u00e0 idealistico-romantica, Kant aveva il difetto di aspirare semplicemente alla conoscenza del finito, del fenomeno, senza lo slancio, tipico della civilt\u00e0 romantica, a cogliere l\u2019infinito, l\u2019assoluto. Fichte, Schelling e Hegel, hanno invece la pretesa prometeica di cogliere la struttura dell\u2019infinito, e di non limitarsi kantianamente al finito. Il primo tentativo \u00e8 stato quello di Fichte. Questi ha compiuto un passo in avanti enorme rispetto a Kant in quanto ha abolito la cosa in s\u00e9, e, rompendo le barriere tra fenomeno e cosa in s\u00e9, ha avviato l\u2019unificazione della realt\u00e0 intorno al concetto di Io puro, ovvero di assoluto, ma Hegel lo accusa di \u201ccattiva infinit\u00e0\u201d: l\u2019infinito di Fichte continua a rimanere staccato dal finito. La storia umana avanza continuamente verso l\u2019assoluto, verso l\u2019Io puro, verso la libert\u00e0, ma non li raggiunge mai, c\u2019\u00e8 sempre qualche ostacolo del non-io che si frappone ancora. Di conseguenza l\u2019infinito, l\u2019assoluto, stanno sempre a una certa distanza dal finito, dall\u2019uomo, dall\u2019umanit\u00e0 e dalla storia: fra la storia e l\u2019assoluto, fra l\u2019uomo e l\u2019assoluto, fra il finito e l\u2019infinito, c\u2019\u00e8 sempre per Fichte ancora una certa distanza. Per questo Hegel lo rimprovera di restare nonostante tutto ancora all\u2019interno di una mentalit\u00e0 illuministica. L\u2019Illuminismo aveva condannato la storia dal punto di vista della ragione. Hegel dice in sostanza: Fichte ha compiuto un grande passo in avanti rispetto a Kant, ma in effetti ha posto la ragione, l\u2019infinito, l\u2019assoluto, da una parte e il finito, la storia, l\u2019uomo, dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro passo in avanti l\u2019aveva compiuto Schelling, che sosteneva la compresenza di io e non-io all\u2019interno dell\u2019assoluto, quindi aboliva la distanza che permaneva in Fichte. L\u2019assoluto di Schelling \u00e8 un assoluto che vede tutti e due gli elementi, il finito e l\u2019infinito, lo spirito e la materia, l\u2019io e il non-io, sempre compresenti. Per questo motivo il giovane Hegel appoggia Schelling contro Fichte. Uno dei primi scritti di stretto carattere filosofico di Hegel, del 1801, \u00e8 il saggio sulla Differenza fra il sistema filosofico di Fichte e quello di Schelling: in questa presa di posizione egli propende per Schelling in quanto ha unificato i due elementi ancora in parte scissi in Fichte. Ma proprio la Fenomenologia dello spirito segna il momento in cui Hegel prende le distanze anche da Schelling, rimproverandolo di aver avuto una visione dell\u2019assoluto quale \u00abuna notte in cui tutte le vacche sono nere\u00bb, come dice con ironia. Che cosa gli vuol rimproverare? Se l\u2019assoluto \u00e8 unit\u00e0 indifferenziata di io e non-io, di finito e infinito, ne consegue che non c\u2019\u00e8 nessun principio che permetta di capire come dall\u2019assoluto si passi alla dinamica del molteplice, del plurale, dei regni della natura: la concezione dell\u2019assoluto di Schelling \u00e8 una concezione statica, in cui c\u2019\u00e8 una mescolanza che, proprio per essere una mescolanza perfetta, non lascia poi capire per quale motivo da essa si debba passare a tutto il travaglio della natura in cui si differenziano tanti enti, tanti individui l\u2019uno diverso dall\u2019altro. Nella natura prevale dapprima il non-io sull\u2019io e poi, progressivamente, nelle forme pi\u00f9 mature, si capovolge il rapporto, ma questo dinamismo non \u00e8 spiegato da un assoluto statico come quello che Schelling pone all\u2019inizio del suo sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa visione schellinghiana Hegel muove un\u2019obiezione fondamentale: essa \u00e8 una visione puntuale del- l\u2019assoluto, l\u2019assoluto \u00e8 una sorta di punto di indistinzione in cui si intrecciano strettamente io e non-io; l\u2019errore di Schelling<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-72 alignright\" src=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Georg20Wilhelm20Friedrich20Hegel1-300x174.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Georg20Wilhelm20Friedrich20Hegel1-300x174.jpg 300w, http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Georg20Wilhelm20Friedrich20Hegel1.jpg 724w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> \u00e8 stato proprio quello di aver visto l\u2019assoluto come puntuale e come statico, come sostanza alla maniera di Spinoza. Hegel afferma invece nella Prefazione alla Fenomenologia dello spirito, che l\u2019assoluto non \u00e8 sostanza, bens\u00ed \u00e8 soggetto. Quest\u2019affermazione ha un significato fondamentale: l\u2019assoluto \u00e8 dinamico, \u00e8 in movimento come un soggetto, non \u00e8 fermo come una sostanza inerte. Schelling invece lo ha concepito come sostanza, quindi come statico, inerte e puntuale. Qual \u00e8 stata la conseguenza di questo errore di Schelling? Egli ha dovuto sostenere che la conoscenza dell\u2019assoluto \u00e8 possibile in base a un\u2019intuizione molto simile all\u2019intuizione estetica. Abbiamo detto che per Schelling l\u2019arte \u00e8 l\u2019organo della filosofia: c\u2019\u00e8 qualche cosa di superiore al pensiero, c\u2019\u00e8 qualche cosa che sta pi\u00f9 in alto della filosofia, ed \u00e8 la sfera estetica. Per quale motivo? Perch\u00e9 la realt\u00e0 suprema \u00e8 l\u2019assoluto, e l\u2019assoluto si pu\u00f2 cogliere con un atto in fin dei conti irrazionale, di intuizione, molto simile a quello con cui si intuisce la bellezza in un\u2019opera d\u2019arte. Con questa caratterizzazione dell\u2019assoluto, Schelling \u00e8 caduto nell\u2019irrazionalismo. Da qui bisogna partire per capire la visione molto diversa di Hegel.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/johann-gottlieb-fichte\/\">Fichte<\/a>\u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/friedrich-wilhelm-joseph-von-schelling\/\">Schelling<\/a>\u00a0 \u00a0| \u00a0\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/georg-wilhelm-friedrich-hegel\/\"><strong>Hegel<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/idealismo-tedesco\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-75 size-medium\" src=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/fichte-schelling-hegel1-300x115.jpg\" width=\"300\" height=\"115\" srcset=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/fichte-schelling-hegel1-300x115.jpg 300w, http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/fichte-schelling-hegel1-768x294.jpg 768w, http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/fichte-schelling-hegel1.jpg 820w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/idealismo-tedesco\/\"><strong>Idealismo Tedesco<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fenomenologia dello spirito era stata concepita da Hegel come un\u2019introduzione al suo sistema filosofico, poi essa crebbe nel corso della stesura e assunse una dimensione del tutto autonoma, ma va tenuto presente che Hegel l\u2019aveva concepita come introduzione al sistema. 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