{"id":97,"date":"2017-05-31T21:21:53","date_gmt":"2017-05-31T19:21:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/?p=97"},"modified":"2017-06-14T00:56:49","modified_gmt":"2017-06-13T22:56:49","slug":"kant-le-tre-idee-della-ragione-e-le-presunte-scienze","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lvthns.com\/blog\/kant-le-tre-idee-della-ragione-e-le-presunte-scienze\/","title":{"rendered":"KANT: LE TRE IDEE DELLA RAGIONE E LE PRESUNTE SCIENZE"},"content":{"rendered":"<h5 style=\"text-align: justify;\"><span id=\"Le_tre_idee_della_ragione_e_le_presunte_scienze\" class=\"mw-headline\">Le tre idee della ragione e le presunte scienze<\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ragione, come \u00abfacolt\u00e0 dell&#8217;incondizionato\u00bb<sup id=\"cite_ref-25\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pensiero_di_Kant#cite_note-25\">[25]<\/a><\/sup> elabora delle idee che non hanno un contenuto ma che esprimono semplicemente l&#8217;esigenza umana di cogliere l&#8217;assoluto. Questo bisogno della ragione di andare oltre i limiti dell&#8217;esperienza si fonda su tre idee:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>idea dell&#8217;anima: intesa come unificazione in una sola totalit\u00e0 di tutti i fenomeni relativi all&#8217;io;<\/li>\n<li><span style=\"background-color: #ffff00;\">idea del mondo (o cosmo): come unificazione in una totalit\u00e0 dei fenomeni della natura;<\/span><\/li>\n<li>idea di Dio che tende a unificare in un&#8217;unica totalit\u00e0 assoluta e necessaria tutti gli oggetti del pensiero.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ciascuna di queste tre idee Kant associa una presunta scienza (ma in realt\u00e0 metafisica) che, procedendo erroneamente oltre il limiti del pensiero, giunge a conclusioni sbagliate.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>L&#8217;anima \u00e8 studiata dalla <b>psicologia razionale<\/b> che \u00e8 fondata, secondo Kant, su un <a title=\"Paralogismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paralogismo\">paralogismo<\/a>, cio\u00e8 su un ragionamento errato che consiste nell&#8217;applicare la categoria di sostanza all&#8217;io penso rendendolo cos\u00ec una realt\u00e0 eterna, spirituale, immortale, incorruttibile e personale. In realt\u00e0 l&#8217;io penso \u00e8 un&#8217;unita formale che non ha nessuna prova empirica e di cui quindi non \u00e8 possibile conoscere nulla, ma \u00e8 soprattutto una funzione logica a cui non si possono applicare le categorie che agiscono solo sugli elementi di derivazione empirica.<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Il mondo \u00e8 studiato dalla <b>cosmologia razionale<\/b> che pretende di riuscire a spiegare il cosmo nella sua totalit\u00e0, cosa impossibile a partire dal fatto che \u00e8 impossibile avere un&#8217;esperienza di tutti i fenomeni, ma si pu\u00f2 avere solo di alcuni. Pertanto i metafisici, quando tentano di spiegarlo, cadono in procedimenti razionali contraddittori con s\u00e9 stessi (<a title=\"Antinomie kantiane\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Antinomie_kantiane\">antinomie<\/a>) e cio\u00e8 due ragionamenti egualmente validi e dimostrabili dal punto di vista razionale, ma opposti tra di loro e tra cui \u00e8 quindi impossibile operare una scelta poich\u00e9 manca un criterio valido.<sup id=\"cite_ref-26\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pensiero_di_Kant#cite_note-26\">[26]<\/a><\/sup><\/li>\n<li>Prima antinomia<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finito \u2194 Infinito<\/p>\n<dl>\n<dd>\n<ul>\n<li>Tesi: il mondo ha un inizio nel tempo e, nello spazio, \u00e8 chiuso dentro limiti.<\/li>\n<li>Antitesi: Il mondo \u00e8 infinito sia nel tempo che nello spazio.<\/li>\n<\/ul>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella dimostrazione Kant fa riferimento alla <a title=\"Categoria (filosofia)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Categoria_(filosofia)\">categoria<\/a> della <a title=\"Qualit\u00e0 (filosofia)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Qualit%C3%A0_(filosofia)\">qualit\u00e0<\/a>.<sup id=\"cite_ref-27\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pensiero_di_Kant#cite_note-27\">[27]<\/a><\/sup><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Seconda antinomia<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Divisibilit\u00e0 \u2194 Indivisibilit\u00e0<\/p>\n<dl>\n<dd>\n<ul>\n<li>Tesi: ciascuna cosa \u00e8 composta da parti semplici che costituiscono altre cose composte da parti semplici.<\/li>\n<li>Antitesi: non esiste nulla di semplice, ogni cosa \u00e8 complessa.<\/li>\n<\/ul>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella dimostrazione Kant fa riferimento alla categoria della <a title=\"Quantit\u00e0 (filosofia)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Quantit%C3%A0_(filosofia)\">quantit\u00e0<\/a>.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Terza antinomia<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Libert\u00e0 \u2194 Causalit\u00e0<\/p>\n<dl>\n<dd>\n<ul>\n<li><span style=\"background-color: #ffff00;\">Tesi: La causalit\u00e0 secondo le leggi della natura non \u00e8 la sola da cui possono essere derivati tutti i fenomeni del mondo. \u00c8 necessario ammettere per la spiegazione di essi anche una causalit\u00e0 per la libert\u00e0.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"background-color: #ffff00;\">Antitesi: Nel mondo non c&#8217;\u00e8 nessuna libert\u00e0, ma tutto accade unicamente secondo leggi della natura.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella dimostrazione Kant fa riferimento alla categoria della <a title=\"Relazione (filosofia)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Relazione_(filosofia)\">relazione<\/a><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Quarta antinomia<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio causa prima \u2194 Natura incausata<\/p>\n<dl>\n<dd>\n<ul>\n<li>Tesi: esiste un essere necessario che \u00e8 causa del mondo.<\/li>\n<li>Antitesi: non esiste alcun essere necessario, n\u00e9 nel mondo n\u00e9 fuori dal mondo che sia causa di esso.<\/li>\n<\/ul>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella dimostrazione Kant fa riferimento alla categoria della <a title=\"Modo (filosofia)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Modo_(filosofia)\">modalit\u00e0<\/a>.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Dio \u00e8 invece l&#8217;oggetto di studio della <b>teologia razionale<\/b>, ma \u00e8 al tempo stesso una concezione che trae le proprie origini da semplici passaggi razionali e non empirici. Per tanto nulla pu\u00f2 essere detto sulla sua natura, ma i teologi hanno elaborato, per colmare questa mancanza, tre prove dell&#8217;esistenza di Dio:\n<ul>\n<li>Ontologica: Questa dimostrazione di Dio viene proposta per la prima volta da <a title=\"Anselmo d'Aosta\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anselmo_d%27Aosta\">Sant&#8217;Anselmo d&#8217;Aosta<\/a>. Delle tre prese in considerazione da Kant, questa \u00e8 forse la pi\u00f9 raffinata dal punto di vista logico, basandosi su di un solido ragionamento deduttivo a priori. Se Dio viene definito come l&#8217;essere perfettissimo, del quale non si pu\u00f2 pensare niente di maggiore, non pu\u00f2 esistere solo nella mente ma anche nella realt\u00e0. Da ci\u00f2 segue che non si pu\u00f2 pensare Dio come essere perfettissimo, senza postulare la sua esistenza, in quanto potrei pensare a un essere uguale, ma non esistente nella realt\u00e0, ma questa \u00e8 una contraddizione interna al mio ragionamento, perci\u00f2 Dio deve esistere anche nella realt\u00e0. Kant dice che questo ragionamento si basa su di un salto mortale metafisico, che dal piano logico passa al piano ontologico. L&#8217;idea di perfezione non contiene al suo interno l&#8217;esistenza, che quindi non pu\u00f2 essere dedotta a priori, ma solamente a posteriori; Anselmo considerava l&#8217;esistenza un <a title=\"Predicato\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Predicato\">predicato<\/a>, mentre \u00e8 un <a title=\"Quantificatore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Quantificatore\">quantificatore<\/a>, come dimostrato da <a title=\"Gottlob Frege\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gottlob_Frege\">Gottlob Frege<\/a> nei suoi <i>Scritti postumi<\/i> del 1986.<\/li>\n<li>Cosmologica: La prova cosmologica dell&#8217;esistenza di Dio si basa sulle cinque vie di <a title=\"Tommaso d'Aquino\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tommaso_d%27Aquino\">San Tommaso d&#8217;Aquino<\/a>. Queste si basano sulla logica aristotelica. \u00c8 evidente che il mondo sia regolato sul principio di causa-effetto, e risalendo a ritroso la catena causale si deve ammettere la presenza di una causa prima incausata, poich\u00e9 se non esiste la causa, non esisterebbe l&#8217;effetto, ma se esiste l&#8217;effetto, deve necessariamente esistere la causa, che coincide con Dio. Kant sostiene che questo argomento \u00e8 fondato sull&#8217;errata applicazione della categoria di causalit\u00e0, utilizzata per passare dal mondo fisico-fenomenico al piano metafisico. Inoltre questa dimostrazione di Dio richiama implicitamente la prova ontologica, in quanto la causa \u00e8 necessaria e perfetta non pu\u00f2 fare a meno di esistere;<\/li>\n<li>Fisico-teologica o Teleologica: Delle tre, questa \u00e8 la prova pi\u00f9 intimamente accettabile, poich\u00e9 afferma l&#8217;esistenza di una realt\u00e0 ordinata e strutturata, deve esserci una mente ordinatrice, che viene associata con Dio. Per spiegare l&#8217;ordine della natura, bastano le sole leggi scientifiche e non un essere metafisico. Da questo punto di vista, basterebbe soltanto un dio ordinatore e non creatore, quindi il Demiurgo platonico e non il Dio creatore cristiano. Perci\u00f2 si ricade nella prova cosmologica, in quanto questo essere sarebbe la causa della natura (tesi gi\u00e0 anticipata da D. Hume &#8211; autore ben presente a Kant &#8211; nei &#8220;Dialoghi sulla religione naturale&#8221;, aggiungendo che l&#8217;argomento teleologico, basandosi sull&#8217;analogia tra mondo e macchina, implicherebbe l&#8217;esistenza di una molteplicit\u00e0 di ordinatori; infatti, pi\u00f9 \u00e8 grande una &#8220;macchina&#8221;, di pi\u00f9 artefici necessita).<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo ha sempre preteso di dimostrare l&#8217;esistenza di un Essere che abbia le stesse caratteristiche del mondo (mirabile, saggiamente conformato, ecc.), ma trascura che queste caratteristiche sono determinate e relative a noi, che in quanto finiti non possiamo fare esperienza dell&#8217;infinito\u00a0\u2013 ed \u00e8 in fondo anche per questo motivo che il pensiero critico kantiano pu\u00f2 essere definito &#8220;ermeneutica della finitudine&#8221;, interpretazione del finito o filosofia del limite.<br \/>\nKant per\u00f2 non assume una posizione atea n\u00e9 agnostica, in quanto non nega l&#8217;esistenza di Dio ma semplicemente la possibilit\u00e0 di dimostrarla, e ci\u00f2 proprio con l&#8217;intento di salvare la <a title=\"Fede\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fede\">fede<\/a>. Secondo Kant, infatti, l&#8217;unico modo per sconfiggere lo <a title=\"Scetticismo filosofico\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scetticismo_filosofico\">scetticismo<\/a> consiste nel mettere in salvo le verit\u00e0 metafisiche dal fallimento dei tentativi di dimostrarle razionalmente, approdandovi per una via diversa da quella teoretica. \u00abHo eliminato la scienza per far posto alla fede\u00bb scriver\u00e0 nella prefazione alla seconda edizione della <i>Critica della ragion pura<\/i>. La figura di Dio e le altre verit\u00e0 metafisiche saranno quindi oggetto di altri ambiti, di cui si occuper\u00e0 la <i>Critica della Ragion Pratica<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;interno della pura speculazione filosofica invece, le idee trascendentali o metafisiche non hanno una funzione costitutiva ma soltanto regolativa. Esse rappresentano una sorta di idea limite verso le quali dirigere la conoscenza del mondo. Il concetto di noumeno perde cos\u00ec il suo attributo di esistenza, e rappresenta solo il concetto limite di ogni nostra idea, assumendo soltanto valenza logica. Per questo la filosofia kantiana viene chiamata filosofia del limite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su queste basi Kant opera un nuovo concetto di metafisica come &#8220;scienza dei concetti puri&#8221;, intendendo ovvero la dialettica come &#8220;studio delle <a title=\"Idea\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Idea\">idee<\/a>&#8221; (significato ripreso da <a title=\"Platone\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Platone\">Platone<\/a> ma in senso trascendentale). Questa \u00e8 divisa in &#8220;metafisica della natura&#8221;, che studia i principi <i>a priori<\/i> della conoscenza della natura, e &#8220;metafisica dei costumi&#8221;, che studia i principi <i>a priori<\/i> dell&#8217;azione morale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tre idee della ragione e le presunte scienze La ragione, come \u00abfacolt\u00e0 dell&#8217;incondizionato\u00bb[25] elabora delle idee che non hanno un contenuto ma che esprimono semplicemente l&#8217;esigenza umana di cogliere l&#8217;assoluto. 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