D-Love – B-Love

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Esistono due tipi di amore secondo la psicologia.

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Esistono, quindi, due tipi di amore: uno che fa cadere verso il piano egoico della dualità e del conflitto (non a caso in inglese si dice “to fall in love”, cioè “cadere in amore”) ed uno che eleva verso le dimensioni dell’Anima (potremmo coniare il termine “to elevate in Love” cioè“elevarsi in Amore”).

Nelle definizioni date dallo psicologo Abraham Maslow si parla di:
D-Love – Deficiency Love (amore da deficienza)
B-Love – Being Love (amore per l’essenza dell’altro).

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Il primo tipo di amore [D-Love] è appunto l’amore “insano”, ma che soprattutto potremmo definire immaturo. E’ uno stadio dell’affettività che va superato. E’ un amore tipico della mentalità adolescenziale e più romanticheggiante, ad esempio l’amore delle telenovela, delle soap opera, della collana “Harmony” (per intenderci). Si basa sull’incompletezza e sull’appoggio sull’altro/a per colmare i propri deficit. E’ caratterizzato da dipendenza e possessività.

Il secondo tipo di amore [B-Love] si basa sulla maturità, sull’aver trovato un proprio centro ed un proprio equilibrio (dinamico). E’ un amore capace di donare con gioia e libertà, più che di prendere o di aggrapparsi disperatamente a qualcuno. Origina dal sapere amare se stessi e automaticamente diventa la capacità di amare l’altro nella sua interezza. Il B-Love ci mette sulla strada per arrivare a provare compassione per ogni essere vivente (Amore Incondizionato). In questa accezione dell’amore non ci si considera incompleti ed in cerca della propria “metà”, bensì ci si sente completi e in questa completezza siamo disponibili a cogliere la meravigliosa opportunità di vivere assieme ad un altro essere, possibilmente che conosca ed incarni gli stessi principi.

Nel quotidiano noi ci innamoriamo delle persone che riteniamo idonee alla nostra proiezione affettiva, il vero modello è dentro di noi e la persona esterna è solo un supporto! Se noi togliamo la proiezione a quella stessa persona di cui, magari, anni prima eravamo follemente innamorati… ecco che non ci dirà più nulla.

Ecco cosa afferma al propositoOsho nel libro “Cogli l’attimo” (Ed. Feltrinelli):
“Se dico ‘Io ti amo’. La sensazione ordinaria è che tu sia la fonte del mio amore. In realtà le cose non stanno così: io ne sono la fonte tu sei solo uno schermo sul quale io proietto il mio amore. Tu sei un semplice schermo, io proietto il mio amore su di te e dico che sei tu la fonte del mio amore ma questa è una finzione; sono io che raccolgo la mia energia d’amore e la proietto su di te. In quell’energia d’amore proiettata tu diventi degno d’amore, per qualcun altro potresti non esserlo, per qualcun altro potresti addirittura essere odioso.”

La maggior parte delle persone fa dell’amore una sorta di disperata ricerca dell’uomo o della donna giusti per sé. Se il mondo esteriore riflette il mondo interiore, di fatto non otterremo all’esterno ciò che prima non abbiamo conquistato all’interiore di noi stessi. Per trovare una persona che ci voglia bene sinceramente dobbiamo prima volercene noi, per ricevere rispetto dall’esterno dobbiamo prima imparare noi a rispettarci (e rispettare noi per primi gli altri). D’altronde, perché mai una persona dovrebbe amarci se noi stessi non ci riteniamo degni di essere amati? Questo tema è particolarmente sentito dalle donne, dove spesso la scarsa autostima e il disamore verso se stesse generano delle relazioni completamente insane.