Salviamo il nostro SSN

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di Antonino Cartabssnellotta* Fondazione GIMBE

Concepito in una fase di grande incertezza politica ed economica, il progetto “Salviamo il Nostro Servizio Sanitario Nazionale” nasce dalla consapevolezza che un Ssn equo e universalistico è ancora sostenibile nonostante i tagli, perché una quota consistente della spesa sanitaria viene oggi sprecata in maniera intollerabile a causa di obiettivi divergenti, conflittuali e opportunistici dei numerosi stakeholders. Per non rinunciare a un sistema sanitario pubblico e universalistico, il progetto mira quindi a coinvolgere tutti gli attori della sanità italiana, al fine di identificare le criticità e suggerire possibili soluzioni per la sostenibilità del sistema. L’essenza del progetto si concretizza nel manifesto della sostenibilità (box 1), ma altrettanto rilevanti sono i presupposti concettuali ne hanno favorito lo sviluppo (box 2).
Il primo step del progetto è stata la stesura dei principi guida che configurano l’idea di Sanità pubblica della Fondazione Gimbe; tali principi stati definiti tenendo conto della legislazione vigente, del contesto politico, economico e sociale, oltre che di evidenze ed esperienze mutuate da sistemi sani-tari internazionali. Nel corso del primo anno i principi guida sono stati sottoposti a consultazione pubblica per approvazione, modifiche e integrazioni. La versione 2.0 dei principi guida ha quindi dato vita alla “Carta GIMBE per la Tutela della Salute e del Benessere dei Cittadini Italiani”, intesa come una vera e propria declinazione dell’articolo 32 della Costituzione (box 3).

A fronte di un diritto costituzionale che garantisce “universalità ed equità di accesso a tutte le persone” e alla L. 833/78 che conferma la “globalità di copertura in base alle necessità assistenziali dei cittadini”, oggi i dati smentiscono di continuo l’articolo 32 della Costituzione e i princìpi fondamentali su cui si basa il SSN. Infatti, inaccettabili diseguaglianze regionali e locali fanno apparire come un lontano miraggio l’universalità e l’equità di accesso ai servizi sanitari, la globalità di copertura in base alle necessità assistenziali dei cittadini, la portabilità dei diritti in tutto il territorio nazionale, la reciprocità di assistenza tra le Regioni. Per risolvere questa inammissibile situazione, due le azioni già proposte dal progetto:

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